Video · 29 October 2018

Dante Golinelli on the San Damiano object of October 1966 (Spazio Tesla interview, 2018)

Spazio Tesla Channel · 29 October 2018 · 17 min · Watch the original

An interview with Dante Golinelli, a former fighter pilot of the Italian Air Force's 50° Stormo, recorded at his home near Rome on 29 June 2018 by the Piacenza association Spazio Tesla (Alberto Negri) and published on its YouTube channel in October 2018. Golinelli describes the object he chased in an F-84 over the San Damiano airfield in October 1966, and what followed on the ground.

The transcript is a Whisper transcription of the Italian audio, checked against the recording only where quoted; the opening minute is music.

Key moments

  1. 1:16 The narrator: on 29 June 2018 the Spazio Tesla team travelled from Piacenza to Rome to interview Dante Golinelli, who in 1966 had a close encounter over the San Damiano military airfield, then home of the 50° Stormo, a fighter-bomber wing.
  2. 2:31 The narrator says military secrecy was imposed and that the only publication to report the encounter was the weekly Tribuna Illustrata, which gave it its front page (the archive has not found that issue).
  3. 3:14 Dante Golinelli: Golinelli on his career: after the aerobatic team he stayed at Ghedi with the 6ª Aerobrigata, flew the F-84 for ten years, and served at Piacenza until 1970.
  4. 4:30 Dante Golinelli: Golinelli describes the mission: four aircraft were to fly out to the Adriatic, drop very low and cross the Po valley unannounced, simulating an attack from the east without being seen by radar.
  5. 5:50 Dante Golinelli: Before take-off, still on the ground, the pilots had noticed a star shining in the afternoon sky over Piacenza and wondered why a star could be seen by day. Over the Adriatic his external tank would not transfer fuel, so he left the formation and headed home at about 20,000 ft.
  6. 6:40 Dante Golinelli: Over Piacenza he looked up and saw the same “star”, in the same position but much larger: “Da terra si vedeva una stella, un punto luminoso”; from 20,000 ft it was already an isosceles triangle of metal that shone like a sheet of steel.
  7. 7:14 Dante Golinelli: He opened the throttle, told the ground “guardate qui c'è un oggetto qui sopra” and climbed: past 30,000 ft the triangle had grown much larger, slightly tilted to one side. He gave up at about 33–34,000 ft, short of fuel, and dived home.
  8. 8:36 Dante Golinelli: He puts the object at 50–60,000 ft. In flight he asked the Ferrara radar, “Pioppo”, to scramble F-104s, which could reach that height; Pioppo answered that it could not, because the crews “non avevano la tuta spaziale”.
  9. 10:47 Dante Golinelli: Golinelli: the object stayed still; his three companions saw it on their return, and after him a friend who took off on an aircraft test flight climbed under it, went higher than he had, and also estimated 50–60,000 ft and a bright metallic triangle.
  10. 11:36 Dante Golinelli: One of the other pilots said afterwards he thought he had seen a dome in the centre; Golinelli did not see one and doubts it.
  11. 12:20 Dante Golinelli: On its size: to be seen so clearly it must have been large, “Minimo, minimo, minimo, 20 o 30 metri.”
  12. 12:42 Dante Golinelli: After landing the pilots talked about it openly; then “è arrivata subito una notizia dal comando che ci diceva di non parlarne con nessuno.” Someone told the press, the story came out in a newspaper, and the pilots were reprimanded and told it was a balloon. Golinelli: “per me non era un pallone.”
  13. 14:16 Dante Golinelli: He says the object stayed in place for hours, then moved slowly east towards Bologna and vanished; a balloon in a wind, he argues, would not have stayed still for three or four hours and then started to move.

Transcript

From machine transcription (Whisper); names and terms may be misspelled. Check the original video before quoting.

0:55 Una giornata speciale, quella del 29 giugno del 2018 venerdì, siamo partiti da Piacenza per un appuntamento molto importante, stiamo raggiungendo Roma e stiamo raggiungendo l'abitazione del comandante Dante Golinelli che nel 1966 ebbe un incontro ravvicinato sulla verticale dell'aeroporto militare di San Damiano, sede dell'allora cinquantesimo stormo cacciabombardieri. E dico che è una giornata importante perché sicuramente questo avvenimento, questo accadimento ha dei risvolti interessanti, proprio perché è stato abbastanza difficoltoso, non è stato facile raggiungere il comandante Golinelli che vive tranquillamente in un suborgo di

1:57 Roma ed è tra, e lo sentirete dalle sue parole, nell'interesse che gli andremo a fare appunto domani, uno dei primi piloti della pattuglia acrobatica nazionale, quella non ufficiale, quella che poi dopo qualche anno diventeranno le famose frecce tricolori. Il racconto che noi ci aspettiamo da Golinelli è un racconto entusiasmante, sicuramente molto interessante, che è passato non dico in secondo piano, ma molto in sordina, perché allora ci fu proprio l'ordine del segreto militare. L'unica testata giornalistica, l'unico giornale che uscì con una notizia fu Tribuna Illustrata che dedicò addirittura la prima pagina di quel avvenimento, di quel incontro sui cieli della provincia di Piacenza nell'ottobre del 1966. Quindi gli albori delle nostre frecce tricolori

2:57 nascono appunto a metà degli anni 50, poi il comandante Golinelli arriva alla base del cinquantesimo stormo, quella di San Damiano, che ahimè oggi è diventato un distaccamento aeroportuare. Quindi la prova San Damiano in che anno arriva? Dopo la pattuglia acrobatica ci hanno fatto scegliere una destinazione quando hanno scelto la pattuglia acrobatica. Io ho scelto di rimanere lì a Ghedi, che volevo andare alla sesta aerobrigata, in quanto c'erano delle voci che dicevano che la sesta avrebbe avuto dell'F-100. Allora mi sono lasciato tentare dal provabile F-100 che poi non è arrivato, che l'aeronautica italiana non l'ha voluto perché era troppo oneroso, il mantenimento di questo aereo era troppo oneroso. E allora mi sono dovuto accontentare dell'F-84 che è stato sempre un aeroplano molto valido sul quale ho volato per dieci anni. E lì sono rimasto lì a

4:00 Piacenza fino nel 1970. Quindi fino al 1963 lei rimane a Ghedi, alla sesta dell'obbrigata, a 155 primo gruppo. Perfetto, che poi a questo punto vede invece il suo prodo a San Damiano dal 63 in poi. Nel 1966, nel mese di ottobre, accade qualcosa di molto particolare, un suo volo di addestramento. Ecco, adesso gli spiego subito il volo. Noi come gruppo eravamo specializzati nelle navigazioni a bassa quota per eludere la sostenibilità del radar. Perciò dovevamo fare dei voli come addestramento a bassissima quota perché i radar non ci rilevassero. Quel giorno lì dovevamo andare in quattro verso l'Adriatico. Poi sull'Adriatico metterci molto bassi e introdurci nella pianura padana

5:00 senza avvisare nessun ente di controllo per cercare di arrivare sul nostro obiettivo senza essere visti dal radar. Simulare un attacco dall'est. Un'invasione. Un'invasione dall'est. E allora siamo partiti per andare verso l'Adriatico a una certa quota consumando un po' meno. Quando siamo arrivati vicino all'Adriatico allora ci siamo abbassati ma lì io mi sono accorto che la tana che avevo esterna non mi travasava il carburante. Cioè io ho visto che mi sono reso conto che cominciavo a consumare il carburante dei serbatoi interni e l'esterno non travasava negli interni. E allora ho avvisato gli altri e ho detto guardate che io non posso continuare a fare un volo di questo genere perché non ce la faccio col carburante perché non mi travasa. Devo tornare a casa. Da notare questo però. Prima di partire per questo volo mentre eravamo ancora a terra avevamo visto una stella che Una stella nel pomeriggio, una stella sul

6:02 cielo di Piacenza, una stella che brillava e eravamo rimasti a guardare questa stella e a dire ma come mai il pomeriggio che vede una stella? E' tutto lì e poi basta, poi va a miso e più niente. Poi siamo partiti e allora abbiamo fatto questo volo, allora io ho lasciato gli amici sull'Adriatico che dovevano continuare questo volo e io sono salito, ho chiamato il controllo e mi sono diretto a Piacenza a una ventina di mila piedi per consumare un po' meno per cercare di arrivare a casa con ancora il carburante giusto. Sono arrivato a casa sulla verticale di Piacenza e quando sono stato sulla verticale di Piacenza per caso ho alzato allo sguardo e ho rivisto la stella. Quella che aveva visto prima di partire? Quella che aveva visto prima di partire era sempre nella stessa posizione ma molto più grande e si cominciava a vedere la forma. Da terra si vedeva una stella, un punto luminoso e invece a 20.000 piedi si vedeva

7:05 già che era un triangolo isossele di metallo, cioè brillava come fosse una lastra di acciaio. Allora ho dato tutto il motore e ho iniziato a salire per cercare di andare più vicino a vedere qual era e ho chiamato terra e gli ho detto guardate qui c'è un oggetto qui sopra, qui da due a tre ore e io vado su per vedere che cosa c'è. Quindi da 20.000 piedi hai iniziato a salire? Ho iniziato a salire 25, 30, 31, 32 però quando ho superato i 30.000 piedi questo triangolo era diventato molto più grande, sempre un triangolo isossele leggermente inclinato da una parte. L'aereo però oltre i 30.000 piedi, 32, 33.000 piedi saliva poco perché ormai era arrivato quasi al massimo della sua altezza e allora consumava molto carburante e saliva molto poco, mi sono reso. conto che non sarei mai potuto arrivare all'altezza di Piazza Stella col carburante che avevo.

8:07 Ho girato ancora un poco per cercare di vedere il massimo, il triangolo era diventato più grande ma non c'era modo di arrivare. Io sono arrivato a circa 33-34 mila piedi, poi dopo non me la sono sentita di salire ancora perché il carburante cominciava a scarseggiare e allora sono seso giù a tutta velocità per andare a terra. Era sereno per il giorno non ho avuto nessun problema in pochi minuti ero a terra. - Secondo lei che altezza poteva essere quell'oggetto? - Quell'oggetto guardi sarà stato sui 50-60 mila piedi e infatti quando ero in volo ho provato a chiamare il radar Pioppo che era il radar di Ferrara e gli ho detto dico fate partire i 104 che loro ci arrivano a quella quota lì e vedere che ero e che cos'è quell'affare che vedo io. Pioppo mi ha risposto che non poteva far partire i 104 perché non avevano la tuta spaziale e non potevano andare a quella quota lì

9:07 perché era proibito senza tuta spaziale. Perciò non sono partiti i 104. - Quindi tutto quanto è durato comandante dal momento che lei è partito dalla base di San Damiano. - Ah guardi io non mi ricordo ma possiamo guardare sul piano di volo, sul libretto ma sarà durato un'ora e dieci un'ora e venti ecco perché il volo il volo con solo gli interni non poteva durare molto di più anzi un'ora e venti forse era troppo anche. Adesso poi possiamo possiamo guardare sul libretto di volo ma sarà circa così. - Quindi voi atterrate cioè lei atterra quindi da solo cioè lei arriva su quel target diciamo da solo non con i suoi colleghi. - No no perché i miei hanno continuato il volo il volo previsto dall'addestramento previsto continuava a fare finto attacco a bassa quota sulla pianura padana gli altri, gli altri proseguivano il volo

10:07 che era stato previsto, cioè un finto attacco sulla pianura padana e il radar avrebbe dovuto vederli. Lei ritorna alla base a terra San Damiano e cosa succede quando lei arriva alla base? Lei avrebbe dovuto appunto comunicare. Eh sì, io appena a terra ho detto beh c'è qualche... poi si vedeva anche da terra di quella fare là, io l'ho vista da vicino, è un triangolo, triangolo metallico da sembra di acciaio, di acciaio brillante, triangolo isossele inclinato un po' da una parte. Non so cosa sia, era lì fermo, poi sono tirati i miei amici, l'hanno visto anche loro ma loro non sono saliti tanto. Poi sono assesi e sono lì e abbesto anche loro. Poi dopo di me è partito un amico mio con un altro velivolo per fare una prova velivolo. Non è partito per andare a intercettare

11:07 questo oggetto, però anche lui sapeva di questo oggetto e allora ci è andato sotto per cercare di vederlo. Lui è andato anche più alto di me perché era partito con tutto il carburante, ha potuto salire un po' di più anche. anche lui ha stabilito circa una quota approssimata a 50-60 mila piedi, anche lui ha detto che era un concetto così triangolare, brillante di metallo. Il metallo sembrava metallo. Quando ci siamo ritrovati a terra abbiamo parlato tra di noi e un mio collega, uno degli altri tre che hanno costruito volo, ha detto che a lui era sembrato di vedere una cupola al centro. Io non ho visto questa cupola in verità. Lui mi ha detto che forse lui era sembrato di vedere una cupola. Io non ci credo che abbia visto una cupola. Però lui mi ha detto che abbia visto una cupola. Forse perché si era avvicinato più degli altri? No, loro non si sono avvicinati più di me perché non sono saliti, loro sono venuti a casa quando avevano finito la loro missione,

12:10 il carburante era quasi finito e sono venuti a terra. Sono solo io che sono salito e quell'altro aereo che è partito per provare il velivolo che è salito anche più di me. E le dimensioni secondo lei quanto potevano essere? Tanto perché c'è sempre stata questa riga di dimensioni. Per vederlo così bene doveva essere abbastanza grande, doveva essere. Più di un minimo? Minimo, minimo, minimo, 20 o 30 metri. Come dimensioni. Come dimensioni. Voi arrivate a terra e dopo il violo c'è sempre il briefing. Dopo dopo siamo arrivati a terra, ne abbiamo parlato tutti quanti, ne abbiamo parlato e poi è arrivata subito una notizia dal comando che ci diceva di non parlarne con nessuno. Noi ne avevamo già parlato tra di noi, di fronte anche agli altri, che qualcuno poi è pensato di avvisare i giornalisti e la cosa è uscita sul giornale. E allora è successo il pandemonio in aeroporto,

13:14 siamo stati chiamati tutti quanti, ci hanno arronzato per bene perché avevamo detto delle cose che non andavano dette. Ci hanno detto che era un pallone, che erano tutte storie, quelle che dicevamo noi e via così. Io dico io non posso dire niente perché quello che ho visto è quello, poi c'era un pallone, sarà stato un pallone, per me non era un pallone. Che idea si è fatto comandante di questo? Non lo so, non lo so. Era sicuramente un oggetto metallico, era metallico perché brillava come una lastra di metallo pulitissima, bella, lucida, tranquilla. Non c'è stata ostilità da parte di questo? questo oggetto, non si è mosso, è rimasto fermo lì. Quindi già, voglio dire, per quello che sono le nostre conoscenze sul moto degli aeromobili, probabilmente è una cosa molto anomale che un oggetto rimanesse fermo secondo le leggi della fisica. È rimasto

14:16 fermo lì, è rimasto fermo lì per ancora un paio d'ore. Poi dopo, dopo due ore, pian pianino si è mosso andando verso l'est. Abbiamo visto questa stella che si è mossa verso Bologna. Andava lentamente, andava via molto lentamente. Cioè, se fosse stato un pallone immerso in una corrente d'aria, non sarebbe rimasto fermo tre o quattro ore e poi dopo cominciare a muoversi. Si è mosso sempre, piano piano, ma si è mosso sempre. Invece è rimasto fermo tre o quattro ore, poi dopo, a pian pianino, si è mosso verso l'est. Andando verso Bologna. Abbiamo visto che andava in là, poi dopo è sparito. Dopo questa esperienza di San Damiano, comandante, la sua attività di volo è proseguita dove? Finchè mi sono congedato dall'aeronautica e sono passato prima al Lati e poi dopo alla Litaglia. È stato l'unico avvistamento che ha avuto,

15:17 comandante, oppure c'è stato qualche altro episodio nella sua carriera di volo? Una sera, una notte, mentre volavo, ho visto sopra Ischia una luce, ma non posso dire... Infatti ho chiamato un amico che era in volo anche lui e gli ho detto: "la vedi anche tu quella luce che va su e giù, su Ischia?" E lui mi ha detto: "No, chissà cos'è", ma mi ha preso un po' in giro. Di solito si tende sempre un po' magari a ridicolizzare. Sì, sì, sì. E infatti poi dopo non l'ho più vista. Comunque di notte passare e spassare sopra la campagna era facile vedere cose strane perché per tutte le notti quando si volava sulle campagne si vedevano sempre fuochi d'artificio, sempre fuochi d'artificio, infatti io ho pensato saranno fuochi d'artificio ma no perché andava in alto. Poi un'altra volta ho avuto le luci ma quelli erano aerei americani partendo da Palermo venendo

16:22 a Roma a largo, c'era una coppia di aerei che erano partiti dalla porta aerea americana che volteggiavano sopra e sotto l'aerovia passandomi vicino anche, infatti io ho acceso tutte le luci che avevo e fammi vedere, passavano lì vicino infatti ho chiamato il controllo e gliel'ho detto, infatti loro non avrebbero dovuto, diciamo... transitare quella... eh sì, negli spazi aerei controllati loro non avrebbero dovuto entrare, invece ci sono entrati tranquillamente, passavano nel loro comune.

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